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Riconoscimento UNESCO ai Vigneti eroici di Pantelleria come bene immateriale dell’Umanità

E' su tutti i giornali: La vite ad alberello di Pantelleria nel Patrimonio Immateriale dell’Unesco. L’iscrizione di questa particolare pratica agricola tra i beni immateriali dell’umanità è stata decisa il 26 Novembre 2014 a Parigi dall’assemblea generale dell’Unesco, dopo un lungo iter iniziato nel 2010.
La richiesta del riconoscimento è stata promossa dal Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini a D.O.C. dell’Isola di Pantelleria al fine di valorizzare una specifica pratica agricola, quale la coltivazione dello Zibibbo, in conche scavate nel suolo di terra lavica, lungo i terrazzamenti, per riparare le viti dal vento che sferza l’isola 300 giorni l’anno. Figlia di una viticoltura eroica, fulcro dell’identità immateriale dell’isola e sintesi di un’eredità storica secolare, che ha modellato nel tempo il paesaggio e le genti del luogo, gli ostinati e orgogliosi “Panteschi”. L’Unesco ha riconosciuto il valore storico e culturale, oltre che identitario, di questo antico procedimento.
Il riconoscimento dell’Unesco potrebbe, qualora ben pilotato, rilanciare la produzione dello Zibibbo e favorire il recupero di vigneti abbandonati, favorendo il rilancio non solo economico, ma anche sociale e culturale, dacché la pratica agricola della coltivazione ad alberello rappresenta un elemento fortemente identitario, trasmesso all’interno delle famiglie per via orale e attraverso la pratica eroica: manifesto della cultura e della storia di Pantelleria. In tal senso, Pantelleria inaugurerà il cluster biomediterraneo a Expo2015.



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